Kylie Sulla Copertina Di Gioia

Kylie Minogue: Lady Gaga, non ci provare

“Se Madonna è la regina, io sono il numero 2”, dice. Ma alla rivale concede: “È come un meteorite atterrato sulla musica pop”. La star australiana racconta il nuovo album, la definitiva archiviazione della malattia, la gioia per una nuova storia d’amore. E un desiderio di maternità nemmeno troppo nascosto.

di Paola Maraone – foto William Baker.

Solo una vera star è capace di sorridere e fare amabilmente spallucce quando le racconti che la sua “rivale” Lady Gaga ha sfondato su Facebook il tetto dei 10 milioni di fan (10.728.252 al momento di chiudere questo pezzo in redazione) mentre a lei toccano, in confronto, poche briciole: 277.823 a essere precisi.

«È un meteorite spaziale atterrato sulla musica pop, geniale perché è riuscita a rendere popolare la dance in America. Prima che arrivasse lei, avevamo gli occhi annebbiati», dice sgranando sincera gli occhi giganti. Al tramonto di una sera caldissima di fine maggio, poco prima della sua esibizione, incontro Kylie Minogue nelle viscere dell’Arena di Verona. A far la fila per cantare sul palco dei Wind Music Awards c’è tutta la scena musicale che conta, ma tra i vari Ligabue, Grignani, Antonacci, lei è l’unica vera “A-fro-dài-ti”. Aphrodite: come il titolo del suo nuovo album e come la dea greca della bellezza, del sesso, dell’amore e della fertilità ritrovata dopo aver sconfitto il tumore al seno del 2005.

A me e al collega di un mensile maschile gli spietati manager internazionali han dato otto (perché poi otto?) minuti di intervista ciascuno. Decidiamo di unirci per arrivare a sedici. Strategici, avviciniamo tra loro le poltroncine su cui siederemo e ci prepariamo a bombardarla di domande, garbati ma implacabili, quando lei fa il suo ingresso: addosso ha un peplo bianco con una fascia a mosaico sotto il seno, tra i capelli un giglio e un paio di scarpe con la zeppa che, giura, sono comodissime.

Ma io l’ho vista aggrapparsi a qualunque cosa per salire le scale fin qua, e mentre mi porge la morbida – non gelida – manina mi frugo in testa in cerca della traduzione del proverbio “Se bella vuoi apparire un poco devi soffrire”. Poi vedo lo spacco profondo del vestito, la coscia di porcellana senza un capillare in vista e senza un millimetro quadrato di cellulite, la coscia che può avere solo un angelo; e, da donna, mi sembra all’improvviso sanissima l’ossessione che una buona metà degli uomini del pianeta, tra cui il collega del mensile maschile, nutre per lei. «Che ne dite se avviciniamo un po’ le poltroncine?» ci dice sorridendo.

Vent’anni di carriera alle spalle, sessanta milioni di dischi venduti, seconda quanto a fama solo a Madonna, la prima cosa che viene da chiederle è: che effetto le fa? «Se Madonna è la regina del pop, a me sta bene essere la principessa». Ma a lei che vive nell’empireo è mai successo di restare senza fiato incontrando un’altra star? «Sì, Meryl Streep: è come se venisse da un altro pianeta». Kylie Minogue nella vita ha avuto molto: successo, fama, una bella storia d’amore come quella che sta vivendo con il modello spagnolo Andres Valencoso, di 40 centimetri e 10 anni più giovane. A conti fatti, cosa è davvero importante per lei? Risposta atipica per una popstar: «fare stare bene le persone, fare in modo che si sentano a proprio agio. Ecco perché ho avvicinato le poltroncine: provo un irrefrenabile impulso all’accudimento, un istinto materno».

Come ha reagito alla notizia della gravidanza di sua sorella Dannii (il cui primo figlio nascerà a giorni, ndr)? «Mi è sembrato stranissimo, mio fratello maggiore ha già avuto dei bimbi e mi piace da pazzi fare la zia, ma quando è la tua sorellina a confidarti di essere incinta ci resti di stucco e ti chiedi: com’è possibile che ci sia arrivata prima di me?». Si capisce che a 42 anni e dopo aver sconfitto il tumore Kylie non ha accantonato l’idea di diventare madre («Ogni donna incinta è uno splendore»), anche se il matrimonio non le interessa poi tanto: «Non è il mio sogno di bambina ma ora sono molto innamorata, perciò chissà».

In rete gira voce che il suo fidanzato si sarebbe arrabbiato per il singolo di lancio dell’album, All the Lovers. Il testo inneggia all’amore universale, nel video ragazzi di ogni razza e colore si spogliano ballando, poi cominciano a pomiciare palpando anche Kylie, il che avrebbe mandato Andrés su tutte le furie. Ma lei ha smentito su Twitter: «Le voci sulla mia vita amorosa sono pazzesche, per piacere lasciate perdere questi rumors». Uno degli svantaggi della celebrità è che sei sempre sotto tiro. «Sì, e a volte i fan fanno cose strane. Alcuni si tatuano il mio nome o un mio ritratto sulle parti più strane del corpo. All’inizio lo trovavo inquietante, poi ho capito che era un omaggio».

Non sogna di scappare, ogni tanto? «Per sfuggire alla pressione, anni fa, dall’Australia mi sono trasferita in America. Farlo oggi non avrebbe senso, paparazzi e ammiratori sono diventati “globali”». Chi ti ama ti segue: diventi un modello, in negativo ma anche in positivo. «Certo, e ne sono felice: dopo aver saputo del mio cancro al seno molte donne sono andate a fare dei controlli. Posso dire di aver salvato delle vite». Racconto a Kylie che una mia amica è stata malata come lei, e anche se non era sua grande fan le dava molto coraggio leggere sue notizie sui giornali. «E come sta ora?» mi chiede con lacrime vere negli occhi. Non faccio in tempo a finire la frase: «È guarit…» che Kylie sta già battendo le mani per la contentezza. «Sa qual è il brutto di questa storia?». «L’incertezza sul futuro?» azzardo. «No, il sentirsi coinvolte sempre e comunque. A volte è come se avessi addosso il peso del mondo», enfatizza, mentre il collega del mensile maschile – suo malgrado risucchiato in un’avvolgente chiacchierata tra donne – prova a cambiare argomento: «Il musicista Nick Cave è un suo grande fan, eppure è tanto cupo e lunare quanto lei è sorridente e piena di luce. Ha anche scritto un romanzo in cui il protagonista sbava per gli hot pants dorati del video di Spinning Around». E per le le chiappe di Kylie in essi contenute, volteggia il sottinteso sopra le nostre teste. «Anche a lei piace quel video, vero?» è la domanda stampata in faccia alla diva. Il collega prosegue: «Lei e Nick Cave, nella realtà, siete amici, avete pure cantato assieme. Lui giura che avete un rapporto fraterno, il che fa una certa impressione». Respinto al mittente: «Non mi dica che non ha mai frequentato, con soddisfazione, persone anche molto diverse da lei». In effetti.

Perché intitolare un album Aphrodite? Le chiedo ignorando l’impaziente tour manager. «Perché è bella, fresca, sensuale, perché non sempre ha avuto vita facile, perché è un po’ come me». Tra le altre cose, lei è un’icona omosex: il cantante Rufus Wainwright la chiama “la scorciatoia gay alla felicità”. «Bella definizione, però preferisco essere portatrice di gioia che di felicità». La differenza sarebbe? «La felicità è più superficiale. Pensateci su», dice alzandosi per salutarci. E Lady Gaga? Non ne abbiamo parlato. «In fondo, credo che in lei ci sia molto di me».

Leave a Reply