Intervista di Kylie per “Grazia Italia” [GALLERY]

By 28 Giugno 2013News

Ecco l’articolo e l’intervista rilasciata da Kylie Minogue al settimanale “Grazia Italia”, in uscita oggi in tutte le edicole a solo un Euro (€0,89 nel formato digitale per iPhone):

Ho commesso l’errore di dire al mio padrone di casa che avrei intervistato Kylie Minogue. La notizia ha fatto il giro della zona in un batter d’occhio e mi sono ritrovata i vicini di casa alla porta: «Quando la vedi? Chiedile del suo fidanzato figo che fa il fotomodello! Chiedile quando esce il suo prossimo disco e come fa ad essere cosi’ bella a 44 anni. Dille che è la migliore. Wow! Posso venire con te?».
E poi dicono che gli inglesi si fanno solo i fatti propri. Del resto Kylie, con i vicini di casa, ha una lunga storia, due anni, dal 1986 al 1988, durante i quali, nei panni di Charlene Mitchel, ha recitato nella mitica soap-opera australiana Neighbours, trasmessa anche nel Regno Unito. Da allora i britannici hanno perso la testa per lei e ne hanno ottenuto ufficialmente l’adozione. Non importa quel che fa: che canti, che balli, che reciti, che disegni la sua fashion lingerie, o che pubblichi, come ha appena fatto con Kylie Fashion, un libro dedicato alla moda, Minogue, qui, è un mito vivente. Tutto made in UK.

La incontro sul set di Grazia dopo l’ultimo scatto fotografico. Sono impressionata dal divario tra la sua statura professionale, quella che fa di lei la Dea della Pop Music, e quella reale. Kylie è alta solo 152 centimetri. Trattasi, pero’, di un metro e cinquantadue di sesso liquido. E’ una venere tascabile. Corpo perfetto e proporzionato formato mignon: addome piatto, gambe toniche, sedere alto e sodo, seno bellissimo (con una brutta storia da raccontare) sex appeal e viso d’angelo.
Magari è solo una mia impressione, ma Kylie Minogue non ha per niente la faccia della pop-star.
Lo so, è assurdo, visto che fino ad ora ha venduto 68 milioni di dischi nel mondo. Ma tant’è: sarà per la dolcezza del suo sorriso e gli occhi blu, ma l’aggressività che siamo abituati ad ammirare nelle donne della musica di oggi non le appartiene.
Forse mi darebbe ragione il regista francese Leo Carax, che l’ha voluta nel suo film folle, scardinato ed esilarante Holy Motors (presentato a Cannes l’anno scorso) nel ruolo di Eva Grace, una donna che cammina tristemente per le strade di una città, forse Parigi, con un impermeabile addosso, cantando una canzone dedicata a un amore perduto.

L’articolo prosegue con un intervista che, per ovvie ragioni non trascriveremo (rischiamo già il linciaggio). Vi lasciamo pero’ con una Gallery e qualche immagine esclusiva pubblicata proprio dal magazine Grazia.