Kylie @ L’Uomo Vogue Italia

By 18 Febbraio 2015Kylie, Magazine, News

Kylie si trova all’interno del N. 458 de L’ Uomo Vogue Italia Febbraio 2015, fotografata da Katerina Jebb.
Vi lasciamo anche il link della piacevole intervista, che riportiamo per intero sotto, fatta da Stefania Cubello a Parigi alla nostra bellissima e disponibile diva!!

In questo momento della vita e della carriera, mi sento felice, sono soddisfatta. D’accordo, mi manca l’amore e in vista, per ora, non c’è nessuno. È difficile trovare la persona giusta. Ma sono compensata da tante altre cose.

La tournée europea di Kiss me once è andata bene, nonostante la crisi economica (con cui anche noi artisti dobbiamo fare i conti) stia incidendo sul pubblico dei live. A marzo la porterò in Australia, e con l’occasione passerò un po’ di tempo a casa. Inoltre, è confermato che quest’estate sarò sul palco di alcuni festival come il “Melt!” in Germania e il “British Summer Time” di Hyde Park, a Londra, dove mi esibirò insieme a Grace Jones e Nile Rodgers. E poi ho appena avuto l’immensa soddisfazione di lavorare con uno dei miei più grandi miti, Giorgio Moroder, con il quale ho registrato una canzone (Right here, right now) per il suo prossimo album”.

Se c’è una cosa di Kylie Minogue che più delle altre (bellezza, fisico, sexy-attitude) mi colpisce da sempre, fin dal primo incontro avvenuto ai tempi di Can’t get you out of my head, è la gentilezza, il senso dell’ironia tipicamente aussie e la generosità con cui si concede. Niente a che vedere con l’ego ingombrante di alcune colleghe, popstar (di ieri e di oggi) dai nomi scontati. Ancora oggi, a 46 anni, di cui gli ultimi 27 di carriera premiati con oltre settanta milioni di dischi venduti nel mondo e una pioggia di riconoscimenti, la “little Madonna” (così come molti ancora la etichettano) resta la girl next door degli esordi.

Il suo palmarès? Grammy, Brit e World Music Awards, con la consacrazione a dea della pop music (e stella incisa sui marciapiedi della sua Melbourne). Poi la pubblicazione, l’anno scorso, dell’ultimo studio album Kiss me once, seguito dal relativo tour mondiale.

Una bambolina dalla carica sexy, che in poche alla sua età possono vantare: a tal proposito, parla da solo il video di Sexercise (brano incluso in Kiss me once), considerato uno dei più sexy mai realizzati nella storia del pop. E vissuto anche un po’ come il riscatto dalla malattia che nel 2005 la costrinse a ritirarsi dalle scene.

Mentre finisce di riordinare le valigie sparse per la suite che occupa al George V di Parigi, dove è arrivata dall’Australia appena dodici ore prima del nostro shooting e da dove subito ripartirà alla volta di Londra, racconta che il motivo in più del buonumore di oggi è l’avere ritrovato l’amica fotografa Katerina Jebb, autrice delle foto di questo servizio: “È una delle mie più care amiche, ci siamo conosciute proprio a Parigi, nel 1991. È un’artista bravissima, abbiamo lavorato altre volte insieme. Riesce a creare un’atmosfera speciale, diversa”.

Poi il discorso torna al pioniere dell’elettronica, anzi, “del suono del futuro”, così come negli anni 70 David Bowie definì la musica di Giorgio Moroder. Il leggendario produttore italiano (ora impegnato col prossimo disco di Lady Gaga) ha chiesto a Kylie di cantare nel singolo che anticipa il suo nuovo album (in uscita in aprile), il primo da solista in trent’anni. Sono ovviamente una sua grande fan, lo ascolto da quando ero una ragazzina. Donna Summer (la compianta “Queen of Disco” lanciata da Moroder con le hit immortali “I feel love”, “Hot stuff”, “Love to love you baby”, nda) è stata certo per me una grande ispirazione. L’influenza di Giorgio è tuttora evidente in tutto il mondo dell’elettronica, della dance: basta guardare il tributo, bellissimo, che gli hanno reso i Daft Punk. Negli anni 70 Giorgio ha gettato le basi su cui si fonda buona parte della musica di oggi. Quindi, quando mi ha chiesto di cantare con lui ho esultato, quasi non ci potevo credere. Mi aveva mandato solo la base musicale. Il testo di “Right here, right now” l’ha scritto Karen Poole, con la quale lavoro da tanto tempo; è lei l’autrice di alcune mie canzoni come “Red blooded woman” e “Chocolate”. Giorgio ha ascoltato il brano finito solo quando ci siamo visti in studio a Los Angeles, dove ci siamo incontrati per la prima volta e dove abbiamo girato il video“, racconta Kylie.

La musica prodotta in quel periodo è immortale, oggi a una canzone bastano cinque anni di vita per essere vintage. È una cosa ridicola. L’era dei social media ha cambiato il modo di fare e ascoltare musica”. E anche di creare e divorare popstar. “Credo che per arrivare al successo e, soprattutto, riuscire a mantenerlo siano fondamentali impegno, duro lavoro, talento e, siccome sono fatalista, anche una buona dose di fortuna”, commenta.

Ma per Kylie Minogue va aggiunto anche il coraggio di osare, mettersi alla prova, confrontarsi con altri artisti, coraggio che l’ha portata a duettare con il connazionale Nick Cave in quella che resterà per sempre una meraviglia, “Where the wild roses grow”, una delle canzoni più belle del rock, video incluso.

Di recente Kylie è anche apparsa nel docufilm 20.000 days on Earth del mitico rocker australiano. “Mi piacciono le sfide, forse è l’attrice che c’è in me a spingermi a lavorare con persone diverse, a esplorare e mostrare le mie varie sfaccettature. Sono onesta, le collaborazioni non sono sempre riuscite, alcune sono andate meglio di altre. Ma in generale resto una persona curiosa, ed è questo che mi porta a cercare sempre nuove sfid». Che di recente ha colto interpretando un cameo nel film di Brad Peyton “San Andreas”, dando così continuità alla sua anima recitativa. La stessa che dagli esordi negli Anni 80 – nella popolare sitcom australiana “The Sullivans” e più di tutti “Neighbours” – l’ha poi portata a recitare al cinema in produzioni come Moulin Rouge! di Baz Luhrmann (nel piccolo, divertente ruolo della Green Fairy) e Holy motors, pellicola in concorso al Festival di Cannes nel 2012. “Desideri? Vorrei realizzare un musical e lavorare con registi come Clint Eastwood, Sofia Coppola e, naturalmente, Paolo Sorrentino”

Buona lettura Lovers

http://www.vogue.it/uomo-vogue/people-stars/2015/02/kylie-minogue

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